IPOCONDRIA, PATOFOBIA, DISMORFOFOBIA



Valerio, ipocondriaco, conosce tutti i medici della provincia. Si muove ad occhi chiusi negli ospedali, fa diagnosi agli amici, è il frequentatore più fedele e attivo di blog sulla salute. La sua paura maggiore riguarda malattie degenerative: gli esami medici con esiti negativi non sono per lui un sollievo, sono la prova che anche i medici sbagliano!


Simone, patofobico, è ossessionato dal suo cuore: amante della corsa, si allena molto al di sotto delle sue capacità dopo che un episodio di tachicardia lo ha gettato in ansia. Da allora evita le situazioni in cui vi è il rischio di percepire variazioni nel battito cardiaco. E' quasi sicuro di essere ad alto rischio di infarto.



Daniela soffre di ciò che in psicologia viene definita dismorfofobia: rifiuto del proprio aspetto o di una parte del proprio corpo vissuta come brutta. Spesso si accompagna ad ansia o panico, con tentativi continui di coprire la parte indesiderata, fino al ricorso della chirurgia estetica.


Anche in questi casi il protocollo di lavoro strategico prevede innanzitutto di rompere la catena delle tentate soluzioni messe in atto dalla persona. Tali soluzioni costruiscono letteralmente la patologia nella quale la persona si trova invischiata.

L’obiettivo è riacquistare un rapporto sereno con il proprio corpo.

 
 
 

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